Bartender

Marco Lombardi, critico cinematografico ed enogastronomico (Gambero Rosso, Messaggero, MyMovies) ha raccontato i bartender di Florence Cocktail Week 2019 associandoli – con la Cinegustologia: www.cinegustologia.it – al loro attore/attrice/regista/film preferito, per poi “trasformarli” in cocktail.

Cocktail Bar

High Volume Bar

Bar d'Hotel

Cristian Guitti

Bitter Bar



CAFFEINICO
Lo scrittore Eddie Morra, alias Bradley Cooper, da sfigato che era diventa un genio dell’alta finanza, e pure dongiovanni, grazie a un farmaco che poi scopre essere droga. Succede in LIMITLESS, del 2011, ma Cristian ha trovato una sostanza alternativa: nel suo COLD BREW ADDICT è il caffè – appena arrotondato dall’olio di arancia – a stimolare la mente. Se Eddie è freddamente inumano, il suo cocktail (da servire ghiacciato) è… inumanamente buono!


Simone Zangirolami

Cafè 19.26



AMARO
Coraggioso, sì; elegante, pure; affascinante, anche. Ma soprattutto solo, maledettamente solo, e quindi triste, irrimediabilmente triste: ecco il ritratto del CAVALIERE OSCURO, cioè del Batman di Christopher Nolan, interpretato da Christian Bale e da Simone nel suo PUNCH DI VILLA WAYNE, dove la dolcezza del rum viene sovrastata dall’amarezza dell’assenzio e pure di un noto amaro, con la menta che cerca – disperata – di dare un po’ di freschezza vitale.


Ginevra Gabbrielli
e Simone Zaccheddu

Ditta Artigianale Oltrarno



DOLCEAMARI
“La medicina è amara ma, tu già lo sai che la berrà!”. Edoardo Bennato cantava così perché sapeva che prima o poi Ginevra e Simone avrebbero creato IL BICCHIERE DEI BALOCCHI, un Old Fashioned che è affumicato e amaro per colpa di whisky e angostura, ma è corredato da un lecca lecca al mandarino che lo fa sembrare dolce. Il “pusher” è la fatina, ma… ops, lei è Simone! E Roberto Benigni, cioè Pinocchio, è Ginevra! Non è che nel fumo c’era “altro”?


Luca Picchi

Gilli 1733



SALMASTRO
Diego Abatantuono è in piedi. Concentrato, con le ginocchia leggermente piegate. Respira il mare che sta intorno a lui sull’isola greca di SYRNA, che è anche il nome del cocktail di Luca a base di gin, rum scuro, ouzo e bergamotto, fresco e salmastro come la commedia all’italiana e come il premio Oscar del 1992, MEDITERRANEO. Sta aspettando il calcio di rigore, lo vuole parare, ma… attenzione, dietro il portiere c’è un aereo! O… uno spremiagrumi?


Cristina Bini

Gurdulù



ALCOLICA
Bionda e (mixologicamente) armata come Monica Vitti ne LA RAGAZZA CON LA PISTOLA, film del 1968 diretto da Mario Monicelli, Cristina decide di sparare alcool, più che proiettili, oppure bicchieri come fossero proiettili: il suo MACALUSO (che nel film disonora la sua Monica) è un after dinner profumato a base di Marsala secco con note cognac, amaro e bitter alla liquirizia. Alcolicissimo, come la passione bruciante che genera il bisogno di vendetta…


Luca Manni

La Ménagère



MARTELLANTE
Per favore, fate innamorare Luca di una ragazza che viene minacciata da una banda di criminali perché lui, pur di proteggerla, userà il martello non per spargere sangue, bensì – al massimo – per spezzare il ghiaccio da mettere dentro al suo CHEVELLE, che è anche la Chevrolet usata da Ryan Gosling in DRIVE (2011): un cocktail – a base di gin e vermouth – morbido come il personaggio, ma con un alcool che all’improvviso (rabbioso) ti batte in testa…


Matteo Di Ienno
e Andrea Fiore

Locale



STUPEFACENTI
Si, lo sono, e senza bisogno di droghe, perché intensamente allucinogeno è il loro BLUE GLASS a base di tequila bianco, pompelmo chiarificato, vapore di cannabis (legale) e cialda di isomalto blu (è un tipo di zucchero meno zucchero dello zucchero). Loro vanno pure di maschera antigas e imbuto e beuta, perché Matteo e Andrea si sentono Walter e Jesse, cioè i due alchimisti della serie Breaking bad: voi però toglietevela, se volete assaggiarlo!


Manuel Petretto

Love Craft



SPEZIATO
Chi lo sa se il Clint Eastwood di Sergio Leone, quel pistolero un po’ serio/un po’ cialtrone che nei suoi spaghetti-western ricorda gli antieroi della commedia all’italiana, nasconde sotto il cappello, o dentro al sigaro, o sotto il poncho, una quantità industriale di spezie… fatto sta che soprattutto il Biondo de IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO (1966) è amabile e soprattutto speziato come il TUCO RAMIREZ di Manuel, con bourbon e miele allo zenzero.


Lorenzo Pizzorno

Pint of View



EFFERVESCENTE!
Ace Ventura (e Lorenzo) sono Tiki nell’anima: proprio come quelle camice a fiori che rappresentano il loro modo di essere dolci, e freschi, e “vivaci”. Il tutto è contenuto in SHIKAKA, appunto un Tiki a base di rum speziato con sciroppo di tamarindo, liquore all’anice, lime e un vivace (cioè effervescente!) shrub di ananas. Se Ace è un “acchiappanimali”, questo cocktail è un acchiappappassionatidicocktailbuonichelascianoilfrescoinbocca”!


Daniele Cancellara

Rasputin



ELEGANTE
ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS (1974) è un capolavoro di logica investigativa condotto da un altro capolavoro (d’intelligenza, e di eleganza) che di nome fa Hercule Poirot. Ma in fondo un bartender che cos’è se non uno che trasforma in mestiere la propria elegante precisione “investigativa”? (di materie prime). Così succede nell’AULD ALLIANCE di Daniele: cognac, whisky, amaro e sciroppo di Dulcita, miscelati con l’occhio di una lente d’ingrandimento!


Lorenzo Gironi
e Domenico Varone

Dome



PUNGENTI
La rapina riuscita sa di dolce, il pensiero dei compagni persi è amaro… ma a tenere insieme questi “sapori” c’è la pungenza del fine “alto” che ha spinto i membri de La casa di carta, la serie che s’ispira al film Inside man, a essere “criminali”. DEDICATO A BERLINO, di Lorenzo e Domenico, ha questi due gusti, fra lo sherry da una parte, e il succo d’arancia rossa/la soda al pompelmo rosa dall’altra, con il profumo penetrante del gin che “unisce”…


Martina Bonci
e Mirco Cicchi

Gesto



AVVOLGENTI
Notting Hill (del 1999) è la classicità fatta persona, perché racconta – attraverso due icone cinematografiche, Julia Roberts e Hugh Grant – la più classica delle storie d’amore, nonostante la diversa estrazione sociale dei due personaggi: calda e avvolgente come il CLOVER CLUB di Martina e Mirco, un cocktail altrettanto classico a base di gin, lamponi, albume e limone per una lei “incinta di cocktail” e un lui sommerso dai libri… di mixology!


Italo Mercurio

Inferno



DIABOLICO
Un locale che si chiama Inferno non poteva non riferirsi all’omonimo film con Tom Hanks, cioè al professor Robert Langdon, il personaggio creato da Dan Brown. In verità il cocktail pensato da Italo è “diabolico” non tanto perché viene servito su un vassoietto “fiammeggiante”, e neanche perché si chiama NEGRONI DIABOLICO, piuttosto perché la base alcolica, il Mezcal, è (mitologicamente) “allucinogeno”, e l’Etna bitter sa di vulcano, quindi di lava.


Neri Fantechi

MAD Souls&Spirits



ANESTETICO
John Belushi, colonna del film THE BLUES BROTHERS, quest’anno avrebbe compiuto 70 anni non fosse stato divorato (nel 1982) da alcool e droghe, cioè da un vortice di dipendenze fintamente anestetizzanti. Per questo il COCAIN BLUES di Neri, oltre ad avere un ironico “homemade smoked coke syrup”, dietro la base whiskeggiante contiene un “narcotic home made bitter” a base di un fiore che, nel tentativo di anestetizzare le papille, di fatto le esalta.


Virginia Ducceschi

Rex



CANGIANTE
La passione è mutevole come la luce che genera le sue ombre: succede ad Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in CASABLANCA, capolavoro noir del 1942, perché l’alcolica pungenza della loro attrazione si rivela prima amara e astringente, poi acidamente insoddisfatta. Proprio come capita nel twist del Suffering Bastard creato da Virginia, l’OLD FUCKING TIME: così cangiante che la sua miscelatrice può anche vestirsi da Humprey e restare donna, cioè Ingrid…


Davide Nocentini
e Maddalena Vannozzi

Santarosa Bistrot



SOFFICI
Maddalena è la Regina Rossa, cioè Helena Bonham Carter, Davide lo Stregatto, cioè Stephen Fry: la loro composta e romantica follia, insieme, genera infatti – come in un buon cocktail – ALICE IN WONDERLAND, film del 2010 diretto da Tim Burton, uno che sul set molto avrebbe gradito bere L’ORA DEL THE in cui, oltre a caffè e rum (forse, se ce n’è bisogno), c’è tanto stupore di latte al profumo di mandorla montato a neve, più soffice d’una soffice fiaba!


Paolo Marini
e Marco Marini

Viktoria Lounge Bar



EMATICI
Paolo e Marco sono gemelli, che importa sapere chi è Daniel Day Lewis e chi Leonardo di Caprio! Il loro “scontro” produce Gangs of New York, il film di Scorsese (del 2003) che i due, armati di coltello e mannaia, hanno trasformato in un cocktail (il FIVE POINTS) vinosamente ematico, fra l’ancho reyes verde (con chili), il vermouth rosso classico e il brandy, il tutto condito da drop di peychaud’s bitter e orange bitter, cioè da gocce di amarezza…


Cosimo Tarducci

OOO



CAZZUTO
In BASTARDI SENZA GLORIA, di Quentin Tarantino, il soldato americano Brad Pitt incide con un coltello la fronte di un (bastardo) nazista, sino a lasciargli una svastica. Così farà il SAFFRON BASTARD, che richiama il celebre Suffering Bastard: la miscela di mezcal, zafferano, umeshu, bitter bianco, bitter ai fiori d’arancio ed essenza di alloro creeranno un unicuum speziato e affumicato che inciderà (piacevolmente) la vostra mente, fors’anche la vostra fronte!


Giuseppe Alessandrino

AC Lounge



TAGLIENTE
Hugh Jackman, sì, ma non l’assassino (finto buono) di “Scoop”, piuttosto il peccatore redento del musical “Les Misérables”, perché X-man è un supereroe dai nobili intenti, nonostante le lame alla Freddy Kruger che porta sulle mani a mo’ di unghie. Il MANHATTAN A MODO MIO di Giuseppe mostra entrambi gli aspetti: il whisky torbato e lo sciroppo di peperoncino svelano la durezza e la forza, il vermouth il suo essere dolce, cioè dalla parte dei deboli.


Edoardo Sandri
e Simone Corsini

Atrium Bar



SPIGOLOSI
Metti insieme il poliziotto Al Pacino (che però nel Padrino simboleggia il Male) e il criminale Robert De Niro (che in Taxi driver interpreta il Bene “relativo”), ed ecco Heat – La sfida, che è pure la sfida fra due grandi attori. Edoardo e Simone già da tempo li hanno messi dentro un cocktail, fino a un’altra SFIDA: Mezcal contro brandy, tabacco e timo affumicato contro agrumi, con uno sciroppo di pop corn che ci dice che in fondo è solo “cinema”!


Lorenzo Bianco
e Eleonora Contessi

Empireo



FLOREALI
Bastano un cappello viola da lobby boy e un quadro intitolato Ragazzo con mela, e delle scatole da pasticceria, per fare Jude Law e e Saoirse Ronan, cioè gli innamorati di Grand hotel Budapest? Se ne può parlare se Lorenzo ed Eleonora da lì creano un loro LOBBY BOY il cui colore viola – nato da mirtilli e violetta annegati dentro a gin e Aperol – emana sì delle amorose sdolcinature floreali, ma viene messo in riga dall’acidità del succo di limone.


Massimo Maietto

Garibaldino



RUVIDO
Ci sono attori che basta metterli lì, a prescindere dal ruolo, e “stanno”. È il caso (sempre) di Sean Connery, ed è il caso de GLI INTOCCABILI, capolavoro di Brian De Palma del 1987 in cui interpreta un incorruttibile poliziotto irlandese, tanto scorbutico e amaramente triste, quanto dolce per come cerca ostinatamente il bello assoluto della giustizia. Proprio come il BROOKLYN MOONSHINE di Massimo con whisky (irlandese), red vermouth e orange bitter.


Cosimo Nigro

Horto Convento



ACIDO
Se la ribellione avesse un sapore sarebbe acida per come induce un moto d’indignazione anche muscolare, come quando mangiamo un agrume. Il Dustin Hoffman de IL LAUREATO, film cult del 1968, si ribella contro il modo borghese (e ipocrita) che lo circonda rivendicando il suo diritto alla libertà e all’amore: proprio quello che proviamo bevendo l’ELISIR PIMM’S PIMM’S di Cosimo con sì, un delicato sciroppo di rose, ma poi ginger, pompelmo e bitter lemon!


Denis Giuliani

Irene Firenze



PICCANTE
Lui è uno de Le iene sì, ma “aranciato”, perché Tim Roth è Mr. Orange nell’opera prima di Tarantino che nel film ha il merito di aver creato un vero “look”. L’omonimo cocktail (MR. ORANGE) di Denis è caramelloso come Tim Roth grazie al binomio tequila-vermouth, ma poi c’è l’arancia maracuja che con la sua acidità esalta le note speziate date da cannella e zenzero, la base irriverente (e ironica) di questo film, fino a un tutt’uno fortemente sapido.


Diego Rampietti

La Terrazza Rooftop Bar



IMPALPABILE
Il cinema di David Lynch è privo di consistenze perché irrazionale, profondo e inquieto come il coniglio di INLAND EMPIRE (2007) preso per le orecchie, e come la spuma di rabarbaro e caffè che sovrasta il FIRE WALK ON ME di Diego, che si ispira a TWIN PEAKS (1992) pur avendo una consistenza vellutata che strizza l’occhio a VELLUTO BLU (1986) e si apre (rosso) al palato come il sipario di MULLHOLLAND DRIVE (2001). Un cocktail bellamente sfuggente.


Mirò Abdel Rahmam

Le Pool Bar



COMPOSTO
Se pure nei panni di Hannibal Lecter, Anthony Hopkins conserva la sua compostezza “british”, figuriamoci quando deve interpretare il ruolo della vittima visto che in VI PRESENTO JOE BLACK (1998) riceve la visita nientepopodimeno della morte, interpretata da un ragazzo che lavora in una caffetteria. Il JOE BLACK di Mirò è infatti compostamente cupo: da un lato liquore di sambuco, cioccolata, cannella e polvere d’oro, dall’altro caffè espresso e cognac.


Vincenzo Civita
e Marco Colonnelli

Picteau Lounge Bar



FRESCHI
Starsky & Hutch, cioè Ben Stiller e Owen Wilson, cioè 2 poliziotti (uno disciplinato, l’altro scavezzacollo) che nel film omonimo del 2004 invertono i ruoli della serie televisiva degli anni ’70. Sarà che sono amici, sarà per il mare della California, ma – nonostante le pistole e gli inseguimenti – il loro stare insieme è fresco come il ZEBRATHREE di Vincenzo e Marco, con il cordiale al bergamotto e la birra che spezzano le note “scure” del whisky.


Lorenzo Aiosa

The Cloister



NUVOLOSO
La spuma alla vaniglia che Lorenzo ha messo dentro un cono gelato può definirsi cocktail? Certo, perché il suo è un ICE DREAM, cioè la rivisitazione (destrutturata, cioè sognante) del più noto Golden dream, cioè qualcosa di sorprendente che ci riporta all’infanzia… come fa Michel Gondry ne L’ARTE DEL SOGNO del 2006, perché anche in questo film possiamo ritrovare le stesse consistenze/non consistenze fredde/calde, insieme a del liquore al cioccolato!


Sacha Mecocci

The Fusion Bar & Restaurant



EQUILIBRATO
Ken Watanabe, nel film L’ultimo samurai (del 2003, con Tom Cruise), sa bene come uccidere per difendere sé stesso e il suo popolo, ma anche la propria cultura e la propria dignità; eppure il suo personaggio, Katsumoto, è un uomo mite ed equilibrato… proprio come il KYŪSEN di Sacha, che non a caso fa arti marziali: gin, sakè, kirsh, tè macha e double syrup a raccontare il sangue come l’altra faccia della medaglia della serenità. Anzi, della pace.


Christian Pampo

Winter Garden Bar



GRAFFIANTE
Basta una maschera tribale e una collana di artigli per essere Chadwick Boseman, cioè il Black Panther della Marvel? No, se non si sa fare il cocktail che ha creato Christian, il THE LEGEND OF WAKANDA: la location (inventata) in cui si svolge l’omonimo film del 2018 è infatti un bombone (potente, graffiante) fatto con vodka al peperoncino, zenzero, gum syrup al carbone vegetale, succo di limone e zenzero. Very black, insomma, ma pure very good!